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l castello prende il nome dai Seigneurs de la Tour De Villa de Graciano (o da La Tour de Villa au/de/en Gressan) che lo edificarono attorno al XI secolo.
I de La Tour de Villa de Graciano risultano tra i più antichi e potenti casati nobili valdostani: la famiglia è tra le prime 10 comparse in Valle e tra le poche a potersi vantare del rango di nobili pari. La "parìa" era una qualifica nobiliare, concessa solo ai casati più illustri, che costituiva un titolo di preminenza: i nobili pari valdostani potevano assistere i sovrani nelle sedute che tenevano ad Aosta ogni sette anni, sedere al loro fianco, portare la spada ed avere diritto di precedenza sugli altri nobili. 
I pari rivestivano un importante ruolo anche in campo giudiziario essendo equiparati a magistrati per processi civili e penali in rappresentanza del Re. Ad evidenza di tali privilegi, durante il XIII secolo diversi membri della famiglia  dei Tour de Villa rivestìrono la prestigiosa carica di vice-domini di Aosta. Il casato risiedette dapprima presso il castello "De Graciano" (sito dove ora attualmente si trova la Chiesa di Gressan) per poi trasferirsi stabilmente, nel XIII secolo, presso l'altro loro castello sito presso la torre di Villa.  Le prime informazioni bibliografiche certe sui De Villa de Graciano sono contenute in una pergamena che riporta del patto di alleanza siglato tra Guido de la Tour de Villa de Graciano, ed il Conte di Savoia per la presa della rocca di Bard nel 1242. 


Antecedentemente a questa prima citazione esistono però numerosi riferimenti bibliografici d autori postumi a riguardo della figura di Burgonde, ritenuto essere, già nel XI secolo, lo sposo di Richera, sorella di  Sant'Anselmo di Aosta, vescovo di Canterbury e padre della corrente filosofica e religiosa della scolastica. Questa ipotesi sembrerebbe trovare conforto nel fatto che la famiglia di Anselmo possedeva, secondo la tradizione locale, una Torre-casaforte   detta "Tour de Saint Anselmea Gressan. In questa torre si narra sia nato il grande filosofo. Burgonde, secondo i cronisti postumi, prese parte alle seconde crociate in Terrasanta nel 1099 assieme alle truppe del grande condottiero Goffredo di Buglione.

Tra gli altri membri illustri di questa famiglia si annoverano Boniface e Jacques, che parteciparono nel 1253 alla sigla della Charte des franchises valdotaines, "magna charta" dei primi statuti di autonomia valdostana, - Aymone de Graciano, presumibilmente figlio di GuidoRolet, che partecipò ai Colloqui Generali con il Re del 1337 - Jacquemet, che partecipò a quelli del 1352 - Pierre, importante priore dell'antica Collegiale di Sant'Orso.  L'ultimo discendente di questo potente casato fu Grat-Philibert de La Tour De Villa, morto nel 1693.

Lo stemma di questa antica famiglia rappresenta un leone dorato rampante su uno scudo nero, con unghie e lingua rossa, accompagnato dal motto "Precibus et Operibus" (dalla preghiera e dagli atti). Questo motto, che evoca fortemente l'adesione del casato alla precettistica religiosa, risulta, come scriveva il Gerbore: "on ne peut plus pacifique et douce" discostandosi fortemente dalla pomposità dei piu antichi motti dei casati dell'alto medioevo. Ricorda a tal proposito il Duc già a fine ottocento: "que cette devise est loin des paroles emphatiques qui accompagnent tant d'armoiries du moyen age!". E' sempre lo stesso autore ad evidenziare come l'evidente singolarità del motto possa non essere casuale avvalorando l'antica credenza che la famiglia  La Tour fosse apparentata con la famiglia del grande Sant'Anselmo d'Aosta, padre fondatore della filosofia e corrente religiosa della scolastica (vedasi a tal proposito questo interessante video). Le stesse insegne nascondono un segreto: esse sono pressoché identiche a quelle antiche di Casa Savoia. A tal proposito lo storico francese Joseph Croset-Mouchet ipotizza che anche tale coincidenza non possa essere casuale e che "serait fondée sur des liens de parentée qui les unissait".Il castello passò in seguito al casato degli Aymonier, signori di Saint Martin de Corléans ad Aosta, e poi ai nobili Carrel, Baroni di Brissogne (vedasi citazioni storiche) finendo poi acquistato dal Canonico della Collegiale Jean Antoine Francois Cheillon de Porossans che, nel 1749, diede in testamento il castello ai poveri della parrocchia di Saint Laurent ad Aosta. Il castello, amministrato dal capitolo di Sant'Orso, prese in questo periodo il nome di "Tour des pauvres" poichè la parrocchia lo utilizzò come casa ospitaliera per gli indigenti e come azienda agricola. Caduto in rovina, il castello fu venduto nel 1864 all'agricoltore Vincent Carlin che, a sua volta, lo vendette nel 1885 al vescovo di Aosta Mgr. Auguste Duc. Questi iniziò una profonda campagna di restauri trasformandolo in propria residenza privata fino al 1916. Il castello divenne in seguito proprietà del canonico Louis Gorret che, nel 1921, lo vendette al barone Luigi Gerbore di St. Nicolas e poi al figlio Giuseppe che, deceduto in guerra il proprio figlio, lo rivendette nel 1945 alla famiglia Arruga di Milano, attuale proprietaria.
Il castello, in quasi mille anni di storia, è stato conseguentemente posseduto da solo otto gruppi famigliari. Copyright RUDY SANDI E-mail: chateautourdevilla@altervista.org