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inee genalogiche dei nobili proprietari del Castello.


Il castello Tour de Villa è stato posseduto da tre famiglie nobili valdostane strettamente imparentate fra di loro: i de La Tour de Villa de Gressan, primi proprietari e fondatori del castello, gli Aymonier ed i Carrel.

De La Tour de Villa de Gressan


Prima di approfondire gli aspetti genealogici legati alla nobile famiglia de La Tour de Villa de Gressan, occorre introdurre un necessario approfondimento sul nome della famiglia e sul suo appellativo nobiliare.

Il nome proprio della famiglia, riportano il De Tillier e Gerbore, era “Prali” o “Praly”. A tal proposito va evidenziato come Praly sia anche il nome di un comune sito in Val Germanasca nelle valli occitane da cui potrebbe essere giunta anticamente la famiglia. Il percorso che portò i nobili Praly a essere identificati con l’appellativo di “De La Tour de Villa de Gressan” divide gli storici in due gruppi: alcuni, come il De Tillier, ritengono che i Praly abitassero anticamente il castello denominato “De Grachano” (di Gressan) sito dove attualmente è edificata la chiesa di Gressan, acquisendo l’appellativo di nobili “de Grachano” in ragione del nome del sito. In seguito, secondo questi autori, i Praly si trasferirono presso una torre sita sempre a Gressan nella parrocchia della “La Madeleine” ed in particolare in una zona denominata “Villa”, acquisendo il nome definitivo di “de La Tour de Villa de Grachano” o semplicemente di “De La Tour” o “De La Tour de Villa” ma anche talvolta semplicemente “De Grachano”. Secondo altri, come il Duc, i Praly si insediarono dapprima presso il castello“de Grachano” per poi insediarsi successivamente, con una branca cadetta della famiglia, presso la Tour de Villa. Questa nuova branca ("De La Madeleine" o “de Villa” o “de la Tour de Villa” o “de la Tour de Villa de Grachano”) sopravvisse a quella originaria dei Praly “De Grachano”.

Questa premessa è necessaria per leggere (in un senso o nell’altro) le prime menzioni bibliografiche generiche relative alla nobile famiglia Praly. Le prime generiche menzioni sono riferibili semplicemente a nobili “de Grachano” e non permettono pertanto di capire con sicurezza se ci si riferisse a dei Praly insediati presso il castello “de Grachano” o presso quello di Villa anche se ragionevolmente si doveva trattare del primo caso. In ogni caso, come ebbe a dire Monsignor Duc proprio a proposito delle difficoltà di fornire una corretta informazione bibliografica su questa nobile famiglia: "une notice, si imparfaite soit-elle, est préférable au silence et à l'oubli".

Ulteriore ostacolo ad una corretta ricerca bibliografica sulla discendenza della famiglia (ma anche alle fonti bibliografiche) è legata alla loro indole particolarmente bellicosa ed insofferente verso subalterni (che spesso venivano maltrattati) ma anche e soprattutto verso i casati dominanti che cagionò anche una certa censura nei loro confronti nei documenti ufficiali come ci viene ricordato dal De Tillier già agli inizi del settecento: "Laditte famille est une de celles qui s'est faitte maltraitter par les comtes de Savoye pour cause sans doutte de la repugnance avec laquelle les nobles qui en sont sortis successivement avoint de se soumettre en vrais sujets à leur ordres. Un argument qui peut au besoin servir de preuve est celluy qu'on n'en trouve aucuns des nommés dans les traittés de la dedition et reglements qui y ont étés ajoutés en consequance".

Tra le menzioni sfuggite o anteriori a questo non meglio definito periodo di censura, ricordiamo quella, antichissima, che ricorda come Aymon, Vuichart e Vuillerme de Grachano attorno al 1190 furono testimoni delle lettere con le quali il Conte Tommaso di Savoia rinuncia ad alcuni diritti in favore del vescovado di Aosta. Nel 1242 si menziona di un “vicedominus Grachani” corrispondente al nome di Vuido/Guido de Grachano, menzionato nel trattato per l’espugnazione del castello di Bard siglato tra il Conte Amé de Savoie ed i Visconti di Aosta. Vuido ebbe diversi figli tra cui Aymon de grachano, ricordato nel 1281 per il trattato per la conservazione delle franchigie comunali siglato tra il Visconte Yblet ed i cittadini di Aosta.

Aymon fu padre di Rolet, citato bibliograficamente con il suffisso “de La Tour de Grachano” inaugurando il suffisso “de La Tour”.

Rolet ebbe numerosi figli tra i quali Vullierme, Perronet e Jacquemet che presero parte, in qualità di nobili pari, alle udienze generali del 1337 e che formarono tre diversi rami della famiglia de la Tour de Villa de Gressan. I rami di Perronet e Jacquemet furono i primi ad estinguersi.



Ramo Perronet de La Tour.

Il fondatore del ramo, Perronet, generò Pierre (padre di Jean e Jean Pierre)e Francoise (moglie del nobile Francois de Doues).
Jean detto l’ancien, primo figlio di Pierre, intervenne in qualità di nobile pari alle udienze dei Conti di Savoia del 1366 e del 1409. Jean ebbe un figlio, Barthelemy, che morirà giovane.
Jean Pierre, secondo figlio di Pierre, ebbe quattro figli: Boniface, Jean, Alexandre e Pierre che intervennero al rango di pari alle udienze generali che il conte tenne nel 1409 nel 1430. Tutti i quattro figli ebbero solo figlie femmine estinguendos pertanto il ramo Perronet.

Ramo Jacquemet de La Tour.

Jacquemet prese parte delle udienze dei Conti di Savoia del 1351. Generò numerosi figli tra cui Martin che partecipò con il cugino Jean l’ancien figlio di Pierre alle udienze del 1366.
Martin fu padre di Roulet a sua volta padre di Jean Martin, Estienne e Guigonet, intervenuti alle udienze generali del 1430. Per le successive udienze del 1440 solo Guigonet era ancora in vita. Con Guigonet si estingue il ramo Jacquemet.

Ramo Vullierme de La Tour.

Vullierme fu padre di Rolet e questi di Aymonet che intervenne alle udienze generali del 1409. Aymonet ebbe ben sei figli maschi: il primo fu Pantaléon, morto giovane, il seocndo Jean (padre di un secondo Pantaléon, di Bernard e di Louis della cui discendenza non si hanno informazioni), il terzo Boniface che risiedette ad Aosta, diventò castellano di Quart, ricco possidente e grande benefattore donando, in assenza di figli, i suoi beni in parte alla chiesa ed in parte al nipote Antoine, figlio di Jean le jeune (quinto figlio di Aymonet). Quarto figlio di Aymonet fu Antoine, intervenuto alle udienze generali del 1466 e deceduto senza discendenza. Jean le Jeune fu, come già scritto, il quinto figlio (e l’unico a continuare il ramo) mentre Pierre, ultimo figlio, diventò canonico della cattedrale di Aosta.
Il quinto figlio Jean le Jeune ebbe tre figli: Antoine, Pierre e Boniface. Antoine, erede delle fortune di Boniface, sposò una nobildonna di Sembrancher in Vallese (Svizzera) e, in assenza di figli, lasciò i suoi possedimenti ai generi vallesani. Pierre divenne prete mentre Boniface ebbe tre figli maschi: Jacques, Jean e Aymonet.
Solo Jean lasciò discendenza sposando Francoise de Nus. Ebbe quattro figli: Jacques, Jean, André, Antoine e Pantaléon. Di questi solo Jean André ebbe un figlio: Antoine Anselme che sposo una nobildonna del casato Aymonier lasciando in discendenza tre figli maschi e tre femmine. I tre maschi furono Nicholas Joseph (deceduto giovane), Jean Anselme, guerriero morto in combattimento, Grat Philibert (che viveva presso il cugino Balthasar Aymonier) morto senza figli a vent’anni nel 1693 concludendo la lunga linea famigliare maschile dei de La Tour de Gressan. Delle tre figlie femmine solo Lucie si sposò con il nobile decaduto Paul-Emmanuel Carrel. Lucie morì indigente al castello nel 1730. Con lei si estingue l'ultimo rappresentante della famiglia. I figli di Lucie beneficiarono, in virtù della fusione delle due famiglie Carrel e La Toru, dell'appellativo Carrel de La Tour.

Periodo Aymonier/Carrel.

Il castello fu donato da Grat Philbert al cugino Balthasar Aymonier ed a suo fratello Claude Anselme con i quali i de La Tour avevano segnato un’alleanza e contratto parentela (forse da questo deriva il leone rampante uguale a quello dei de La Tour sul blasone degli Aymonier). Era in tale periodo consuetudine nobiliare dei nobili senza prole cedere i propri possedimenti a nobili prossimi alla famiglia, soprattutto a chi aveva contratto matrimonio vcon le linee femminili del casato. Scrive a tal proposito il Duc: "dans le moyen age, les seigneurs se voyant privés de posterité, appelaient volontiers leurs proches à la succession de leur fortune". Gli Aymonier, dopo un breve periodo di possesso del castello, lo cedettero alle loro cugine e  figlie di Antoine Anselme de La Tour de Gressan poiché le medesime versavano in grosse difficoltà. Tra esse solo Lucie, coe già scritto, si sposò ed ebbe figli: Marie Claire Catherine, Boniface Jacinte, Antoine Léger e Marie Mathilde Carrel de La Tour. Boniface divenne possessore del Castello che, alla sua morte, passò a Marie Mathilde che morì al castello nel 1751 estinguendo anche il ramo Carrel de la Tour. Con Marie Mathilde cessano quasi otto secoli di gestione nobiliare del castello La Tour de Villa.

Periodo successivo

Il castello vivrà un periodo di un secolo di gestione della curia in cui fu utilizzato ocme azienda agricola senza però produrre grosse rendite. Come scrisse a tal proposito il Duc: "Le chapitre de Saint Ours, considérant que la Tour de Villa ne donnait avec ses biens qu'un faible rendement et que la caisse des pauvres n'aurait eu qu'à gagner à son alienation, la mit en vente". Ad acquistarla fu, nel 1864, l'agricoltore di Gressan Vincent Carlin che ne utilizzerà solo i terreni agricoli annessi abbandonando a se stesso il castello per mancanza di mezzi. Nel 1885 il castello passerà nelle mani del Vescovo Duc per poi venire acquistato nel 1921 da un nobile di Saint Nicolas, il Barone Luigi Gerbore. Al suo decesso il castello passò a suo figlio Giuseppe Gerbore (qui ritratto con la moglie). Questi donò al figlio Luigi Nicola il castello nel 1939. Il Barone Luigi Nicola decedette in combattimento durante il secondo conflitto mondiale in Albania nel 1941 ed il castello ripassò a suo padre, Barone Giovanni, il quale, per alterne vicende politiche, lo lasciò inabitato per diversi anni per poi rivenderlo, nel 1943, all'imprenditore milanese Giovanni Arruga. Gli eredi di Giovanni Arruga (Cristina Arruga) abitano tuttora nel castello.

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