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ante sono le curiosità ed i miti che aleggiano attorno a questo castello.
Lo storico valdostano J.B. de Tillier (1678-1744) nel Nobiliaire du Duché d'Aoste riporta che i nobili De La Tour de Villa de Gressan ebbero, tra i componenti della loro famiglia, alcuni cavalieri templari: “...On tient aussi par tradition qu’il y at eu dans cette famille plusieurs chevaliers de l’ordre militaire du Temple avant qu’il eut été supprimé …”. La recente scoperta, all'entrata di una sala, di antiche croci apparentemente templari scolpite nella pietra sembra dare conforto a quest'ipotesi che farebbe di questo castello l'unico castello templare della Valle d'Aosta.
Monsignor Duc (1835-1922), nella sua monumentale "Histoire de l'église d'Aoste", rafforza questa ipotesi approfondendo la storia e le attività templari in Valle d'Aosta: " L'ordre religieux et militaire des chevaliers de Malte soit de Saint-Jean de Jérusalem possédait trois hôpitaux dans le diocèse, pour l'exercice de l'hospitalité et l'assistance des pauvres voyageurs; c'était à Aoste sous le Rûmeyran, à Ploue, village de Montjovet, et à Saint-Jean de la Pierre entre Bard et Donnas. Ces trois établissements avaient chacun sa chapelle dédiée à Saint-Jean-Baptiste; l'évêque avait soin de les visiter dans ses tournées pastorales. Les chevaliers de Malte, voyant qu'ils ne pouvaient plus exercer l'hospitalité d'une manière convenable par leurs frères, crurent ne pouvoir mieux la continuer qu'en cédant leurs trois établissements à la Congrégation du Gran-Saint-Bernard. C'est ce qui se fit le 7 novembre 1654, par acte passé à Pont-de-Beauvoisin, Jacques Boneti notaire. La permission d'aliéner ces biens avait été accordée par le pape Urbain VIII et le Grand Maître de l'Ordre Antoine de Paula. Le prévôt du Grand-Saint-Bernard acheta des chevaliers tout ce qu'ils possédaient dans le diocèse, c'est-à-dire les hôpitaux du Rûmeyran, de Ploue et de la Pierre avec leurs dépendances. Le prix fut fixé à 900 pistoles et 980 ducatons. Les chevaliers de Malte se retirèrent définitivement de la Vallée; ils s'y étaient maintenus pendant plusieurs siècles, d'abord sous le nom de religieux Hospitaliers. Les maisons nobles du Duché fournirent à travers les siècles leur petit contingent à cet Ordre célèbre. Citons les anciennes familles de Valleise, d'Avise et de la Tour de Gressan."
A quest'ipotesi contribuisce anche la tradizione di cavalleria del casato inaugurata dal presunto fondatore della stirpe, Burgonde, che, secondo cronisti postumi, prese parte alle seconde crociate assieme a Goffredo di Buglione morendo in battaglia nel 1096. Riporta a tal proposito il Duc: " La voix du pape Urbain II, proclamant, en 1095 au concile de Clermont, la croisade contre les Turcs, eut du retentissement jusque dans notre Vallée. Notre illustre docteur saint Anselme avait sa sœur Richera mariée à Burgonde, seigneur de la Tour de Gressan. Le noble valdôtain, ayant exprimé à son saint beau-frère le désir d'accomplir le pèlerinage de Terre-Sainte, Anselme lui répondit, en le félicitant de son pieux dessein et en lui recommandant de faire préalablement une confession générale de ses fautes et de prendre les dispositions nécessaires, afin qu'en son absence Richera fût entourée des soins et des honneurs dus à son rang. Burgonde trouva dans la croisade de 1096 une mort glorieuse".

Parlando del Castello non si può non ricordare la leggenda sulla vicina collina di Gargantua. Questa recita che, nella Tour de Villa, viveva Espagnole, fanciulla di rara bellezza che fece innamorare il figlio del castellano di Châtelard di La Salle. Il padre, prima di acconsentire alle nozze dei due, ordinò al giovane di combattere contro i saraceni che minacciavano la valle guidati dal gigantesco brigante Gargantua. Il giovane, infervorato dal suo grande amore, combattè e vinse gli invasori riducendo il campo di battaglia ad una distesa di Saraceni. Di questi cadaveri i vincitori ne fecero un mucchio nei pressi di Gressan gettandoci sopra il dito mignolo di Gargantua, nome rimasto ad indicare la collina prossima al castello, detta "il Gargantua" o la "morena del Gargantua".  Numerose sono poi le leggende locali che riferiscono di passaggi segreti sotto il castello. Un cunicolo raggiungerebbe la vicina Torre de la Plantà per proseguire poi verso Aosta passando sotto al fiume dora baltea sino a raggiungere la torre di Bramafam. Il segreto sulla collocazione dei cunicoli sarebbe stato pagato, narra la tradizione, con l'uccisione di architetti e manovali che li realizzarono.

Una ricchissima antologia di racconti ruota ancora attorno alla figura della sorella di Sant'Anselmo di Aosta, Richera (o Richeza). Questa devota donna, secondo le leggende locali, andò in sposa a Burgonde de La Tour de Villa de Graciano. Burgonde, uomo di fede ed onore, prese parte alle crociate in Terrasanta nelle truppe di Goffredo di Buglione. Dopo la partenza del castellano la vita di Richera divenne triste e solitaria. Molti dei figli avuti da Burgonde morirono nel frattempo e purtroppo solo uno sopravvisse. La sua educazione venne affidata allo zio Anselmo. Il giovane, chiamato Anselmo come suo zio,  diventò in seguito vescovo di Londra (mentre il più famoso zio assurse alla prestigiosa carica di arcivescovo di Canterbury). Una volta morto il marito e cresciuto il figlio,  Richera, donna di grande fede, si ritirò in un convento in Francia dove visse gli ultimi suoi giorni morendo santamente. Anticamente a Gressan, narra Luigi Gerbore nel suo poemetto lirico "il Curabò", si pensava che il fantasma della santa donna aleggiasse ancora nei pressi della chiesetta del castello. Così scrive il Gerbore a tal proposito: "si dice per Gressan che a notte torna/aleggiando dove oggi è la cappella;/ al certo benedice chi soggiorna/attorno a quella piccola sua cella./Ti invoco musa di saggezza adorna,/o santa nostra antica vecchierella!".
La leggenda che vuole Burgundio quale presunto fondatore del casato dei Tour de Villa (nonché sposo di Richera, sorella di Sant’Anselmo) rimane controversa. L’epistolario del vescovo di Canterbury, ancor oggi conservato, sembra deporre a favore di quest’ipotesi considerato che in ben quattro  diverse epistole (ep.211-258-264-268) Sant’Anselmo scrive alla sorella Richeza ed a suo cognato chiamandolo “Burgundio”. Nell’ultima, in particolare, Sant’Anselmo disquisisce con il cognato sul suo desiderio di andare a guerreggiare in terra santa. Questi particolari sembrano incrociarsi perfettamente con le altre leggende già citate che gravitano attorno ai nobili De La Tour. Rimane da stabilire se il nobile valdostano Burgundio a cui Richeza andò in sposa fu veramente un nobile De la Tour od era un espoente di un'altra nobile famiglia valdostana.Mi permetto a tal proposito di esprimere un parere malgrado lo scrivente non sia certo uno storiografo.Occorre evidenziare come, all’epoca, i matrimoni tra nobili seguissero ferree regole soprattutto in merito al rango dei pretendenti. E’ storicamente acclarato che i De La Tour fossero tra i pochi nobili valdostani dotati di “paria”, particolare carica nobiliare che elevava chi la possedeva al massimo rango nobiliare locale.E’ altrettanto acclarato che a Gressan, nel territorio dove si presume abitasse Richera, fossero gli unici a possedere la paria. Anche qualora Richera fosse abitata ad Aosta, come qualcuno presume, ben pochi nobili possedevano la paria e per nessuno di questi nobili “pari” si è conservata traccia di questo prestigioso legame di sangue con la potente famiglia di Sant’Anselmo.Appare pertanto possibile (oltre che probabile) che, nella ristretta rosa dei pretendenti ad un matrimonio con Richera, spettasse ai “pari” De La Tour de Villa un posto preferenziale. Se a tale evidente certezza assommiamo le leggende tramandate oralmente su tale matrimonio, si configura uno scenario che avalla ulteriormente la possibilità che tale matrimonio sia effettivamente avvenuto.